Osteocondrite dissecante della Caviglia

Sono denominate lesioni osteocondrali le patologie che coinvolgono l'osso e la cartilagine; hanno natura prevaletemente traumatica, anche se esistono casi di osteonecrosi (decomposizione dell'osso) spontanea. Le lesioni osteocondrali portano dolore e limitazione articolare; possono essere laterali o mediali: queste ultime sono le più frequenti. Le osteocondriti sono lesioni osseocartilaginee che riguardano l'età evolutiva.

L'osteocondrite dissecante è una necrosi che interessa solo una piccola parte, lenticolare, della cartilagine articolare e dell'osso corrispondente subcondrale. L'osso si demarca nettamente dal tessuto osteocartilagìneo circostante fino a distaccarsi e diventare "libero" nell’articolazione (c.d.“topo” articolare). Nella fase iniziliale il dolore è intermittente e scarsamente localizzato, e si possono formare ipertrofie muscolari; successivamente, quando si è verificato il distacco del “topo” articolare, può verificarsi il blocco dell’articolazione, rendendo impossibile il movimento. Spesso queste lesioni interessano le ginocchia; a volte riguardano altre articolazioni, soprattutto anche e caviglie. Nelle caviglie, l’osteocondrite dissecante si forma spesso sulla superficie articolare dell\\'astragalo.

L'osteocondrite dissecante si manifesta principalmente nell\\'età adolescenziale e risulta inizialmente asintomatica; in età adulta, si hanno le prime manifestazioni di dolore e di limitazione del movimento articolare.

Il trattamento e la cura

La diagnosi è delicata: con la semplice radiografia non si evidenzia direttamente la patologia, ma occorre effettuare una TAC (tomografia assiale computerizzata) o meglio una risonanza magnetica, che consente l'individuazione certa dell'osteocondrite dissecante. Esiste una classificazione della patologia in quattro stadi: I) piccola area di compressione subcondrale, II) frammento isolato parzialmente, III) frammento completamente distaccato ma non dislocato, IV) completa dislocazione del frammento.

Il trattamento c.d. conservativo, con gessi e fisioterapia è riservato agli stadi I) e II). Negli altri casi, occorrerà effettuare un interventochirurgico in artroscopia, che ha lo scopo di eliminare il frammento osseo all’ultimo stadio della sua evoluzione, cioè completamente distaccato dal resto della superficie ossea, ed effettuare delle microperforazioni nella zona del distacco per ottenere una cicatrizzazione di tipo fibroso (sostitutivo della cartilagine) o/e un trapianto della cartilagine. Il recupero è rapido nei casi in cui le lesioni vengono escisse e/o abrase; nel caso di lesioni più gravi, occorreranno dalle quattro alle otto settimane.

Quando le lesioni osteocondrali sono ampie, possono progredire verso l'artrosi di tibio-astragalica: in quel caso occorre eseguire delle osteotomie (taglio dell\\'osso) sopramalleolari per ottenere un miglioramento della sintomatologia.

Immagine TAC di distacco osteocondrale Immagine artroscopica di distacco osteocondrale

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