I menischi sono formazioni fibrocartilaginee avascolari e possiedono una forma a mezzaluna. Sono due per ogni ginocchio: il menisco mediale è di forma quasi semi-circolare mentre quello laterale è di forma circolare. L’importanza di queste strutture è legata all’assorbimento e alla trasmissione dei carichi, nonché alla stabilizzazione dell’articolazione.
Una delle patologie più frequesti è la meniscopatia, ovvero una alterazione di uno o entrambi i menischi articolari del ginocchio, che può essere associata ad altre lesioni delle formazioni capsulo-legamentose. Il menisco mediale è interessato con maggiore frequenza di quello laterale, in quanto meno resistente e meno mobile. Gli uomini sono colpiti da questa patologia più delle donne, in particolare gli sportivi.
I menischi possono rompersi o disinserirsi, a causa di traumi o per usura. La rottura può essere sulla loro porzione centrale (di solito radiali o a manico di secchio), sulla porzione più anteriore (corno anteriore) o su quella posteriore (corno posteriore). La presenza di un menisco lesionato all'interno del ginocchio equivale a quella di un sassolino all'interno di un ingranaggio: in entrambe le situazioni l'efficienza complessiva diminuisce mentre aumenta l'usura ed il rischio di lesioni più severe. Durante un banale movimento o in seguito ad un trauma il menisco può rimanere pizzicato tra la tibia ed il femore, lacerandosi come farebbe un pezzo di stoffa incastrato in una portiera. Nelle persone anziane, a causa della disidratazione dei menischi dovuta all'età, anche un banale piegamento può provocarne la rottura.
La rottura di un menisco non si ripara da sé. Queste strutture infatti sono vascolarizzate solo alle estremità e per il resto sono prive di capillari; senza sangue le cellule dei menischi lesionate non possono riformarsi e guarire. Se si escludono i casi in cui la lesione è limitata ed estesa soltanto ad un'estremità, un menisco rotto non possiede dunque alcuna capacità rigenerativa. Il menisco si può lesionare in qualsiasi punto; le rotture limitate al solo corno anteriore sono tuttavia piuttosto rare. In genere le lesioni colpiscono inizialmente il corno posteriore per poi estendersi eventualmente al corpo centrale e al corno anteriore; spesso a queste lesioni si associano le rotture dei legamenti, in particolar modo quando viene coinvolto il menisco mediale o interno. La lesione di quest'ultimo è molto più frequente di quella del menisco laterale a causa del suo maggiore grado di mobilità.
La sintomatologia è specifica: si prova dolore e rigonfiamento locale, spesso con il cedimento ed il blocco dell'articolazione, causato dai frammenti di menisco che interferiscono con la normale mobilità del ginocchio. Il dolore aumenta nella posizione che ha generato la lesione meniscale, ad esempio durante la sua rotazione o pressione.
Trattamento e cura
La diagnosi delle lesioni meniscali è affidata all'attento esame clinico e sopratutto alla risonanza magnetica. Non tutte le lesioni meniscali debbono necessariamente essere trattate chirurgicamente, soprattutto negli anziani; si può intervenire a volte in modo c.d. conservativo, con idonea fisioterapia, ginnastica di potenziamento dei muscoli e infiltrazioni con acido ialuronico.
Nei casi più gravi di rottura con blocchi articolari e dolore, si ricorre all'intervento chirurgico in artroscopia. Con idonei strumenti e penetrando nell’articolazione attraverso due piccole incisioni da 0,5 cm della cute si è in grado di riparare la disinserzione mediante delle suture, asportarando solo la parte rotta del menisco, in modo da conservare il più possibile la struttura originaria, e renderne regolare il profilo: in questo modo si consente a questo naturale ammortizzatore di riprendere la sua funzione e si elimina il dolore.
Esempio di riparazione del menisco (animazione)
Esempio di meniscectomia parziale (animazione)
Il paziente è in grado di riprendere la deambulazione rapidamente e può ritornare all'attività sportiva - se è giovane ed è un atleta - in un mese circa.