
L’ alluce rigido è l’esito di un processo degenerativo a carico dell’articolazione del primo dito del piede con il primo metatarso. Può essere la conseguenza di un trauma, di microtraumi ripetuti, del naturale invecchiamento delle cartilagini: artrosi.
Alluce rigido: la decisione di operarsi
La sintomatologia varia dal dolore alla rigidità articolare. Di solito l'alluce è molto dolente al mattino o dopo attività fisica (per es. lunghe passeggiate).
Nella fase conclusiva l’articolazione può essere completamente distrutta e divengono difficoltose alcune semplici attività come infilare le scarpe o compiere pochi passi.
Pertanto soprattutto nei soggetti non più giovani tutto questo può essere invalidante e può ridurre l’autonomia personale.
L’ortopedico può proporre dopo l’esecuzione di specifici esami radiografici e dopo un attenta valutazione clinica un intervento (di pulizia articolare, chelotomia, di osteotomia decompressiva, di blocco articolare o artrodesi, o sostituzione con protesi).
Purtroppo tale patologia implica nel tempo ripetuti interventi. Il trattamento meno invasivo è quello della pulizia articolare nella quale vengono rimosse tutte le asperità dell’articolazione responsabili della riduzione del movimento. In caso di parziale distruzione articolare è possibile eseguire delle osteotomie (tagli) decompressive atte a recuperare l’articolazione. In caso di completa distruzione dell’articolazione (artrosi) è possibile l’intervento di artrodesi (blocco articolare totale) o di artroprotesi totale o parziale come si usa per l’anca e il ginocchio.
Quest’ultimo intervento chirurgico consiste nell’asportazione delle superfici articolari rovinate e nella loro sostituzione con delle superfici metalliche appositamente alloggiate nella base della falange prossimale e nella testa del metatarso. Tale intervento richiede 30-35 minuti, e viene eseguito con un taglio sulla cute di pochi centimetri e consente al paziente il recupero articolare e la liberazione dal dolore.