
A causa di fattori predisponenti come la familiarità, l’utilizzo di calzature alla moda troppo a punta, particolari situazioni anatomiche può accadere che il primo dito del piede tenda a “guadare” verso le altre dita e contemporaneamente si sviluppi una sporgenza ossea (esostosi della testa metatarsale) responsabile di dolore, arrossamento, talvolta ulcerazioni che impediscono di calzare le scarpe rendendo dolorosa la deambulazione.
Alluce valgo: la decisione di operarsi
Quando la deformità inizia ad essere evidenziabile dallo stesso paziente è bene rivolgersi all’ortopedico che può indirizzarlo su cure appropriate, modificare la calzatura e infine valutare la possibilità di effettuare interventi chirurgici di correzione.
L’ortopedico prescriverà gli opportuni esami strumentale che lo aiuteranno a decidere la strategia chirurgica, appropriata per ogni specifico caso.
Verrà così illustrata al paziente la tecnica chirurgica adeguata alle sue esigenze.
Attualmente l’intervento all' alluce valgo prevede una o più osteotomie (resezioni ossee) che potranno essere stabilizzate, a seconda dei casi, o con dei mezzi metallici o con delle barrette di acido polilattico che nel caso specifico vengono riassorbite dal nostro organismo, non lasciando traccia dell’intervento non dovendo inoltre essere rimosse. Quando vengono corrette anche le deformità a martello delle dita potrebbero essere utilizzati dei fili di metallo molto sottili che verranno rimossi a secondo dei casi a 15-30 giorni dall’intervento.
La rimozione è indolore e non comporta né l’esecuzione di una anestesia né un nuovo ricovero.
In pazienti selezionati in cui la deformità dell’alluce valgo non è così marcata l’intervento può essere eseguito anche con una "mini incisione”, tuttavia spetta sempre al chirurgo prendere decisione su come eseguire l’intervento.