L' alluce valgo è una deformazione dell'articolazione del primo dito del piede, che si sposta verso le altre dita (deviazione laterale dell'alluce a livello dell'articolazione metatarso-falangea), e sviluppa una sporgenza ossea (esostosi della testa metatarsale), provocando dolore, arrossamento, infiammazioni (c.d. borsiti) e talvolta ulcerazioni, rendendo difficile camminare e calzare le scarpe. Le cause della formazione dell' alluce valgo possono essere l'esistenza di una particolare anatomia del piede o di una predisposizione genetica, oppure l’uso di calzature a punta o con tacchi alti.
Esempio di alluce valgo
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Il trattamento e la cura
Quando l’alluce valgo inizia ad assumere una deformità evidente e causa di fastidio o dolore, è bene rivolgersi all’ortopedico che, previo esame baropodometrico (cioè uno studio approfondito dell'appoggio plantare effettuato attraverso una apposita pedana collegata ad un computer) ed alcuni esami radiologici, prescrive le cure più appropriate al caso.
Nella fase iniziale il trattamento dell' alluce valgo può essere di tipo c.d. conservativo: si prescrive l'uso di calzature idonee o di eventuali plantari. Nei casi più gravi o nell'ipotesi in cui il trattamento conservativo non sia sufficiente, andrà valutato un intervento chirurgico per la correzione dell' alluce valgo; verranno quindi prescritti ulteriori esami strumentali per decidere la tecnica chirurgica più indicata. E' meglio intervenire in una fase iniziale della patologia piuttosto che in una fase più avanzata: l'operazione chirurgica può diventare più complessa a causa di possibili peggioramenti dovuti all'artrosi.
Esistono più di 126 tecniche chirurgiche per correggere l' alluce valgo, molte delle quali obsolete o non adeguate sotto il profilo dei risultati.
In passato sono state eseguite delle tecniche chirurgiche demolitive e altamente dolorose per la cura dell' alluce valgo, che prevedevano principalmente l'asportazione della sola protuberanza ossea e un ritenzionamento dei tessuti molli; successivamente, si sono utilizzate delle tecniche con le quali si demoliva l'articolazione metatarso-falangea (c.d. intervento di Keller), che causava tuttavia un accorciamento del primo dito. Altre tecniche chirurgiche per la correzione dell'alluce valgo come quella c.d. di Regnauld, non tenevano sufficientemente conto dell'errato orientamento del primo metatarso e della falange, per cui l'esito era altamente invalidante.
Va poi sgombrato il campo da numerosi equivoci: per una efficace correzione dell'alluce valgo è sempre necessario ricorrere al taglio dell'osso e al suo riposizionamento (c.d. osteotomia). Pertanto, non esiste la possibilità di operare con il laser per correggere il difetto di cui trattasi. Per quanto riguarda le tecniche artroscopiche, anche queste non sono in grado di risolvere il problema dell'alluce valgo, poiché come per il ginocchio e la caviglia possono essere soltanto utilizzate per curare infiammazioni o patologie della cartilagine.
Vi sono più tecniche di osteotomia: quelle "a cielo aperto" (cioè con apertura della cute che permette una visione a occhio nudo della correzione dell' alluce valgo) e quelle "mininvasive" (attuate con dei piccoli fori nella cute, con una visione mediante raggi X dell'intervento). Generalmente a seguito dell'osteotomia l'osso viene reso stabile con dei mezzi metallici (viti o fili). Il Dott. Caprio è stato tra i primi in Europa a non usare più mezzi metallici ma delle barrette di acido polilattico, che vengono successivamente riassorbite dall'organismo. In questo modo non resta traccia dell’operazione sull'alluce valgo e si evita anche un ulteriore intervento chirurgico per la rimozione dei mezzi metallici.
Prima dell'operazione Dopo l'operazione con osteotomia
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Attualmente, si preferisce operare l'alluce valgo con la tecnica chirurgica ("mininvasiva"), in quanto tende a ridurre l'impatto dell'operazione, con l'obiettivo di diminuire il dolore e ottenere un rapido recupero postoperatorio, oltre alla correzione della deformità ed al ripristino dell'articolazione metatarso-falangea. Tuttavia, le tecniche mininvasive non possono essere applicate in tutti i casi, ma soltanto in quelli in cui la deformità dell’alluce valgo non è marcata.
Il Dott. Caprio ha sperimentato tra i primi in Italia una nuova tecnica, la “chirurgia mini-invasiva mista” per la correzione dell’alluce valgo. Questa nuove tecnica per la cura dell’alluce valgo nasce dall’uso della chirurgia c.d. “percutanea” insieme alla tecnica tradizionale “a cielo aperto”. L’uso innovativo di entrambe le tecniche permette di avvalersi di alcuni vantaggi della tecnica “percutanea” senza rinunciare alla sicurezza e all’affidabilità della tecnica “a cielo aperto”, con risultati positivi per il paziente, soprattutto in termini di notevole riduzione del dolore e di cicatrici ridotte o minime.
Esempio di tecnica minivasiva di correzione dell'alluce valgo, prima e dopo l'operazione

Esempio di alluce valgo operato a sinistra, mentre a destra la patologia è ancora presente

Radiografia prima e post operatoria di alluce valgo: l'intervento è stato eseguito con i chiodini riassorbibili, per cui non sono presenti chiodi o viti metalliche
Esempi di interventi chirurgici per l'alluce valgo, con due tecniche differenti (animazioni)