Nell' ostetotomia, nelle ricostruzioni di legamenti e nelle patologie di piede e caviglia si usano spesso viti, chiodi, placche e fili metallici. Recentemente, a seguito di lunghe ricerce scientifiche sulle patologie di piede e caviglia, sono stati introdotti (prima negli Stati Uniti, successivamente in Europa) dei materiali altamente innovativi che in molti casi possono sostituire il metallo e, a differenza di quest'ultimo, sono riassorbiti dall'organismo. La guarigione dalle patologie di piede e caviglia più veloce, e si evita così un secondo intervento operatorio per la rimozione e sono completamente radiotrasparenti. Inoltre permettono di visualizzare meglio la frattura o l' osteotomia nelle radiografie e non interferiscono con l’esecuzione di una Risonanza Magnetica.
Questi materiali utilizziati per le patologie di piede e caviglia sono denominati mezzi di sintesi riassorbibili, o impianti bio-riassorbibili ad SR-PLLA (Self Reinforced Polylevolactic acid). Sono principalmente costituiti da acido polilevolattico (PLLA), un poli alfa-idrossiacido proveniente dal gruppo dei polimeri alifatici; questi materiali sono stati rinforzati attraverso un processo (Self-Reinforcing), che migliora la capacità di resistere alle forze di trazione, flessione e torsione, rendendoli adatti anche alla stabilizzazione dei segmenti ossei sottoposti al carico. Con questi strumenti si favorisce un veloce recupero in casi di interventi chirurgici per le patologie di piede e caviglia.
Il riassorbimento di questi materiali dipende dalla composizione e dal peso molecolare di partenza del polimero, dalla porosità dell’impianto, dalle condizioni di carico e dalla vascolarizzazione locale. Generalmente, i mezzi riassorbibili costituiti da acido polilattico si degradano in un tempo più lungo rispetto a quelli costituiti da acido poliglicolico e da Polidiossanone, che erano inizialmente usati come materiali riassorbibili nel trattamento delle patologie di piede e caviglia. Ciò comporta una minore possibilità di reazioni locali da corpo estraneo che, seppur raramente, possono presentarsi, perché consente all'organismo di smaltire i detriti polimerici più gradatamente. Va poi chiarito che tutti i materiali bio-riassorbibili, a differenza del metallo, non creano fenomeni di osteolisi (deterioramento dell'osso intorno all'impianto metallico).
Il Dott. Caprio è stato tra i primi in Europa ad usare, nel trattamento delle patologie dI piede, caviglia e ginocchio, i mezzi di sintesi riassobibili e in particolare, oltre alle viti e alle ancorette, i c.d. pin, ovvero dei chiodini che consentono di fissare la frattura o l'osteotomia, nonché i legamenti.
Esempio di pin riassorbibile per il trattamento delle patologie di piede e caviglia
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